martedì, aprile 27, 2010

_blog del Centro studi sulla memoria collettiva e sui traumi culturali - TRAME

Utilizzerò questo post per pubblicizzare le attività del Centro entro il quale attualmente conduco le mie ricerche: il Centro di studi interdisciplinare sulla memoria e sui traumi culturali TRAME.
Questo è il link al sito istituzionale del Centro Trame, questo il suo blog e infine la sua pagina Facebook.
Se vi interessano alcune delle questioni qui trattate, soprattutto in relazione ai problemi delle memorie collettive in situazioni belliche e post-belliche, troverete su questi siti materiali e attività molto interessanti!

giovedì, gennaio 07, 2010

_ancora su Lebbeus Woods e la sua idea di ricostruzione radicale

RADICAL RECONSTRUCTION
Architecture and war are not incompatible. Architecture is war. War is architecture. I am at war with my time, with history, with all authority that resides in fixed and frightened forms.
I am one of millions who do not fit in, who have no home, no family, no doctrine, no firm place to call my own, no known beginning or end, no “sacred and primordial site”.
I declare war on all icons and finalities, on all histories that would chain me with my own falseness, my own pitiful fears. I know only moments, and lifetimes that are as moments, and forms that appear with infinite strength, then “melt into air”.
I am an architect, a constructor of worlds, a sensualist who worships the flesh, the melody, a silhouette against the darkening sky.
I cannot know your name. Nor can you know mine.
Tomorrow, we begin together the construction of a city.

Lebbeus Woods

domenica, dicembre 13, 2009

_in treno da belgrado a sarajevo (centro)

una bellissima notizia: riapre la tratta ferroviaria belgrado-sarajevo! l'unico modo per arrivare a sarajevo dalla capitale serba con i mezzi pubblici, sino a ieri, era prendere un autobus da belgrado che conduceva sino a sarajevo est, già in republika srpska. questo è il primo collegamento pubblico tra i centri delle due città da dopo la guerra.

martedì, dicembre 08, 2009

_guerre jugoslave

Segnalo un post del blog "Storia e memoria" che ha linkato il post su Mostar di questo blog

lunedì, dicembre 07, 2009

_la "nebbia" di Belgrado

un bel sito sull'incertezza urbana della capitale serba

srdjan-jovanovic-weiss.jpg

Installazione dal titolo: Breve storia della Turbo-Architecture (Immagine di Srdjan Jovanovic Weiss)

sabato, dicembre 05, 2009

_lebbeus woods e la ricostruzione radicale

"Nei fatti, come afferma Haris Pasovic, "Sarajevo è la prima città del ventunesimo secolo". Per essa, evidentemente, le risposte del ventesimo secolo sono chiaramente inadeguate anche riguardo alle questioni di architettura. Collassato l'ordine sociale che li aveva promossi, i palazzi della città non hanno altro significato che quello di monumenti alla morte".

Queste le parole di Lebbeus Woods, esponente della corrente della radical reconstruction, che aveva immaginato, per Sarajevo, progetti di ricostruzione completamente diversi da quelli poi realizzati, progetti che miravano a conservare il palinsesto della città mantenendo la traccia dell'aspetto tanatoide e distruttivo che la guerra gli aveva impresso, rinnegando la tensione verso la rimozione che caratterizza le ricostruzioni dei dopo guerra.


paesaggio di guerra a sarajevo e la soluzione immaginata da woods:
lebbeus-woods.jpg

il palazzo dell'elektropriveda, danneggiato durante l'assedio, nella soluzione di ricostruzione immaginata da woods e nella "restauro à l'identique" poi effetivamente realizzato:
saraepb-1993blog.jpg

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saraepb-2ablog.jpg

altre notizie su questo originale architetto sul suo blog

giovedì, aprile 02, 2009

_una nuova chiesa nella piazza centrale di Skopje

La decisione di edificare una nuova chiesa nella piazza centrale di Skopje sta incontrando un vasto dissenso.
Posto il link ad un blog che parla delle proteste di alcuni attivisti contro questa decisione.
un'altro esempio di come un luogo possa diventare teatro di quell' "acuta lotta sociale" che è la memoria.
Nella foto un rendering di come dovrebbe apparire la piazza con la nuova chiesa:
skpje.jpg

lunedì, febbraio 23, 2009

_update hotel ruza a mostar

come promesso, le foto dell'hotel abusivo che deturpa il panorama di Mostar (cfr. post precedente).
questo l'aspetto dell'hotel dopo la guerra:
ruza1.jpg
E questo l'abuso rilevato dall'Unesco:
ruza2.jpg
Certo, non è un bel vedere.
Ma togliere il patrocinio Unesco a Mostar sarebbe un errore, speriamo che resti solo una minaccia.

_mostar fuori dal patrimonio dell'umanità?

trovo, su questo interessante blog, una notizia sconcertante: lo Stari Most rischia di essere cancellato dalla lista dei beni tutelati come patrimonio dell'umanità dall'Unesco, a causa di un abuso edilizio che si sta commettendo nelle sue vicinanze: la ricostruzione dell'Hotel Ruza, portata avanti da un tycoon locale nonostante le rimostranze dell'Unesco. Da qualche parte, qualche giorno fa, avevo trovato anche dei dossier, disponibili in rete, con le foto che mostrano l'hotel così com'era prima e come sta per essere ricostruito, le posterò appena possibile (anch'io l'anno scorso avevo scattato qualche foto a questa sorta di ecomostro ben visibile dal quartiere ottomano, senza sapere cosa fosse).
Una brutta notizia per mostar, ma ritengo che questa volta l'eccessiva solerzia dei funzionari unesco non sia del tutto giustificata, o quantomeno che la sanzione decisa sia francamente spropositata.

sabato, gennaio 17, 2009

_rocky a belgrado


a proposito di memorie bizzarre e bizzarri memoriali: forse non tutti sanno che, un paio d'anni fa, a 60 km da belgrado (a zitiste, per essere precisi), hanno deciso di dedicare un monumento a rocky, eroe della fortunata e omonima serie di film. la statua di bruce lee a mostar non bastava evidentemente...
in realtà, i due monumenti sembrano avere significati e ragioni molto diverse: tanto ironica e dissacratoria era stata la scelta degli animatori del circolo culturale abrasevic di mostar di scegliere un simbolo comune forse improbabile ma perlomeno condiviso e condivisibile, tanto kitsch pare questa statua di rocky...

lunedì, gennaio 12, 2009

_piccoli nazionalismi postmoderni

scrive andrzej stasiuk, sull'ultimo numero dell'Espresso:
L'indipendenza dei piccoli paesi non vale molto. La accettiamo usando concetti da museo, del genere dei "diritti dei popoli all'autodeterminazione". Ma fra poco saranno i popoli stessi a venir chiamati in vita a seconda delle necessità del business o della politica. Nel mondo postmoderno, in cui tutto può essere oggetto di discussione e negoziazione, l'appartenenza nazionale diventerà una delle tante identità, uno dei tanti stili di vita. Chissà, forse avremo a che fare con i creatori di appartenenze nazionali, così come oggi abbiamo a che fare con i creatori di moda. Nulla sta ad impedire che si versi sangue o si sacrifichi la vita per queste nuove nazionalità. I tifosi delle squadre di calcio si dichiarano guerra, muoiono e uccidono i loro eroi caduti
interessante questa idea di nazionalità come stile di vita, e bella la sua lettura postmoderna - post-fine-grandi-narrazioni - di nazioni come paraventi di interessi transnazionali; tutte le vicende dei balcani degli ultimi 20 anni sono state lette da molti in questa chiave, ma perché dice "avremo a che fare con i creatori di appartenenze nazionali"? Avremo? in futuro? è davvero questa solo una deriva postmoderna dell'idea di nazione? o si trattava forse di qualcosa che l'idea di nazione ha sempre nascosto - dai nazionalismi ottocenteschi - in sé? (o forse è la mia obiezione a ricadere in una prospettiva ingenuamente marxista?)
Intanto, su osservatorio, ascoltate questa bella intervista a sergio romano sul kosovo e le sue riflessioni sulla trasformazione del valore del concetto di sovranità all'interno della comunità internazionale.

sabato, novembre 22, 2008

_la vijecnica non sarà più una biblioteca

come vi avevo già annunciato, sono iniziati i lavori di ricostruzione della Vijecnica a Sarajevo, ma a quanto pare le autorità hanno deciso di cambiare la destinazione d'uso dei locali: non sarà più sede della biblioteca nazionale, ma solo di uffici amministrativi. una altro simbolo della sarajevo prebellica che "si affievolisce", che perde la sua forza semiotica?
maggiori dettagli qui.

lunedì, novembre 17, 2008

_ljubljana again

il 27-29 novembre sarò di nuovo a lubiana per intervenire ad un convegno sul tema Changing places, borders, memories. Ecco il programma.

giovedì, ottobre 16, 2008

_rekonstrukcija vijećnice


a quanto pare, a Sarajevo, sono da poco iniziati i lavori di ricostruzione della Vijećnica, la splendida biblioteca nazionale che andò a fuoco nel 1992 sotto le granate serbe e che conteneva tesori di inestimabile valore, come i preziosissimi codici miniati portati in dono alla città dagli ebrei sefarditi in fuga dalla Spagna e accolti dai saraijlje. nella foto, è visibile una impalcatura in corso di montaggio.

non conosco nessun dettaglio del progetto, immagino che si opterà per un restauro stilistico, vista l'importanza simbolica di questo edificio per la città. unica certezza: l'investitore è grad sarajevo, la municipalità della città.

mercoledì, ottobre 08, 2008

_convegno: luoghi e pratiche, 24-25 ottobre, Università di Bologna

La Scuola superiore di studi umanistici dell'Università di Bologna ospiterà, il 24 e il 25 ottobre, un convegno sul tema: Luoghi e pratiche. Costruzione, conservazione e trasformazione dei paesaggi culturali.
Qui trovate l'abstract del mio intervento, intitolato Cantieri della memoria. Trasformazioni urbane e strategie di autorappresentazione nelle città dell'ex Jugoslavia.

domenica, ottobre 05, 2008

_OT, I muri di Baghdad

segnalazione off topic rispetto all'oggetto centrale del blog, ma non rispetto ad uno dei suoi argomenti principali, le città divise, i confini intraurbani: ieri, a Baghdad, è stata rimossa una delle barriere che dividono il quartiere sciita da quello sunnita. Leggete qui per ulteriori informazioni.
Tutti sappiamo che le esigenze belliche ridefiniscono gli spazi urbani, li riterritorializzano, li piegano alle proprie strategie, ma cosa resta di tali riterritorializzazioni quando la guerra finisce? Probabilmente, il rovesciamento del paradigma clausewitziano operato da Foucault - secondo cui è la politica ad essere la continuazione della guerra con altri mezzi, e non viceversa - vale anche per gli spazi urbani, che continuano a recar traccia delle "linee" tracciate dagli strateghi anche dopo che la guerra è finita, e non si tratta solo di una questione di divisioni etniche, ma di risemantizzazioni dello spazio che mettono ben in evidenza come non sia la guerra a piegare la città alle proprie strategie, ma è la configurazione urbana - con i suoi percorsi interni, con le sue reti e con le sue dvisioni - ad essere sempre e comunque risultato delle guerre che hanno prodotto tale ordine. La cosa, ovviamente, è più evidente in città dove gli eventi bellici sono recenti, ma virtualmente ogni città - a ben scavare nell'incoscio urbano - ha un "rimosso bellico" rielaborato in modi diversi, anche le città in cui non si è mai combattuto.

venerdì, settembre 26, 2008

_il violoncellista di sarajevo

da un'intervista a Vedran Smailovitch, diventato famoso come il violoncellista di Sarajevo perché negli anni dell'assedio suonò col suo violoncello l'Adagio di Albinoni sui alcuni dei luoghi dei massacri, tra le macerie ancora fumanti e sporche di sangue (nella foto, tra le rovine della Vijechniza, la Biblioteca nazionale distrutta dall'artiglieria serba):
- Ha mai pensato di tornare a Sarajevo? 
- No. Anche i miei amici sono sparsi per il mondo. Io stesso ho trascorso 49 giorni in un lager, ho troppi brutti ricordi. Se Joan Baez non mi avesse invitato, non ci sarei tornato. Non è più la città di una volta. 
- Perché? 
- La mia Sarajevo non esiste più, sono rimaste solo le case e i palazzi. Le persone che ci vivono sono malate dentro. Basta il suono di una sola granata per cambiarti per sempre la vita e farti perdere la ragione.
(da la Repubblica, 31 luglio 2008, intervista a cura di Stefano Giantin)

venerdì, settembre 19, 2008

_segnalazione: blog

Se vi interessano i temi di questo blog, probabilmente vi interesserà anche quest'altro, curato da Gian Maria Apuzzo. Il blog si chiama Metapolis-Città future e si propone di affrontare il tema della città e del suo futuro guardando anche alle situazioni di crisi urbane (città divise, ad esempio).
Andateci a dare un'occhiata, c'è pure un post dedicato all'urbicidio di Gori.