domenica, ottobre 05, 2008

_OT, I muri di Baghdad

segnalazione off topic rispetto all'oggetto centrale del blog, ma non rispetto ad uno dei suoi argomenti principali, le città divise, i confini intraurbani: ieri, a Baghdad, è stata rimossa una delle barriere che dividono il quartiere sciita da quello sunnita. Leggete qui per ulteriori informazioni.
Tutti sappiamo che le esigenze belliche ridefiniscono gli spazi urbani, li riterritorializzano, li piegano alle proprie strategie, ma cosa resta di tali riterritorializzazioni quando la guerra finisce? Probabilmente, il rovesciamento del paradigma clausewitziano operato da Foucault - secondo cui è la politica ad essere la continuazione della guerra con altri mezzi, e non viceversa - vale anche per gli spazi urbani, che continuano a recar traccia delle "linee" tracciate dagli strateghi anche dopo che la guerra è finita, e non si tratta solo di una questione di divisioni etniche, ma di risemantizzazioni dello spazio che mettono ben in evidenza come non sia la guerra a piegare la città alle proprie strategie, ma è la configurazione urbana - con i suoi percorsi interni, con le sue reti e con le sue dvisioni - ad essere sempre e comunque risultato delle guerre che hanno prodotto tale ordine. La cosa, ovviamente, è più evidente in città dove gli eventi bellici sono recenti, ma virtualmente ogni città - a ben scavare nell'incoscio urbano - ha un "rimosso bellico" rielaborato in modi diversi, anche le città in cui non si è mai combattuto.

2 commenti:

matteo apuzzo ha detto...

interessante sintonia di argomento sui nostri blog!
ciao
matteo

Francesco Mazzucchelli ha detto...

ah ah, è vero... non avevo visto! dobbiamo metterci d'accordo d'ora in avanti :)
beh, si vede che abbiamo le stesse fissazioni