martedì, febbraio 05, 2008

_avvertenze#2

dato che la mia disciplina - la "lente" attraverso cui provo a guardare alle cose che dicevo nei post prec. - è (o almeno vorrebbe essere) la semiotica, ma considerato che mi piacerebbe mantenere un tono il più possibile leggero, quasi da email, etichetterò come semiotici, mettendo una bella avvertenza in calce, quei post in cui mi lascio andare a digressioni forse in apparenza troppo teoriche e di fronte alle quali qualcuno potrebbe lecitamente chiedersi che c'entra tutto ciò coi restauri delle città balcaniche devastate dalla guerra. 

io sono piuttosto convinto della potenza e dell'utilità di tanti degli strumenti che la mia disciplina riesce a fornirmi... o meglio, per chiarire meglio cosa mi piace dell'approccio semiotico, non considero la semiotica come una cassetta di attrezzi da cui pescare strumenti da utilizzare anche quando non sono quelli giusti per l'analisi che si intende compiere, la vedo piuttosto come uno sguardo, anzi una capacità di esercitare un particolare sguardo sulle cose, un modo di "comporre il quadro" dei processi sociali che si vuole analizzare, consentendo di scomporli e ricomporli, di individuarne alcuni punti nodali e notevoli, per cercare di capirne alcuni meccanismi. va da sé - ma penso ciò risulti chiaro anche a chi è completamente digiuno della materia - che il modo in cui il semiologo prova a "comporre il quadro", a trovare dentro di esso le regole della sua descrizione, muove da un'ipotesi sullo statuto delle "cose" che compongono il quadro, ovvero sul fatto che esse pertengono tutte ad un ordine, in apparenza instabile e sfuggente, che è l'ordine del simbolico, inteso qui in un'accezione un po' diversa e più ampia di quella di senso comune. 

ma in questo post non volevo approfondire questo problema (anche se questo e altre questioni riemergeranno inevitabilmente) quanto formulare un'avvertenza che è anche una dichiarazione di intenti: in questo blog, anche quando mi lascerò andare a questioni un po' più teoriche, scriverò solo cose che, a mio parere, "c'entrano" col tema delle distruzioni e ricostruzioni urbane in periodo bellico e post-bellico; tuttavia, per chi non volesse aver nulla a che fare con la semiotica, ci sarà un 'etichetta in calce ai post ad avvertirlo di volta in volta dei contenuti e dei rischi che corre a leggerli (ad es, questi primi quattro post sono in una sezione, che chiuderò presto, di indicazioni, contro-indicazioni e posologie)...

1 commento:

Elena ha detto...

non posso che augurarti buon lavoro! però devo anche aggiungere che questo blog non vale, i nostri sono meno seri :-) quando torni dovrai rifarti facendone uno con le tue storie, i pensieri, ... bacioni ele P.S. ma quando parti di preciso?