sabato, maggio 17, 2008

_una croce ortodossa sul monte trebevic?

In questi giorni, a Sarajevo, fa molto discutere la proposta lanciata dall'associazione serba dei prigionieri di guerra di edificare un monumento alla memoria dei serbi uccisi dai musulmani. Il memoriale avrebbe la forma di un'enorme croce (alta 26 metri e larga 18) e dovrebbe sorgere sul monte Trebevic, una delle postazioni da cui l'artiglieria serba prendeva di mira la città negli anni dell'assedio.
Il primo ministro della Republika Srpska, Milorad Dokic, si è dichiarato disponibile a sostenere economicamente il progetto, che ha invece incontrato le rimostranze dell'associazione delle vittime di guerra e del sindaco di Sarajevo, secondo cui la proposta costituirebbe un insulto alle migliaia di vittime bosniache del conflitto.
Il monte Trebevic è uno dei punti per cui passa la linea di frontiera che divide le due entità che formano la BiH: la Republika Srpska e la Federazione Croato-Bosniaca, e pur trovandosi in territorio "serbo" (le virgolette sono quanto mai d'obbligo), la croce sarebbe visibile pressocché da ogni parte della capitale (tanto è vero che da quel monte i nazionalisti serbi potevano colpire quasi qualunque punto della città).
L'altro giorno una ragazza mi spiegava come quindici anni fa in bosnia si sparava coi fucili, e come adesso si continua a sparare, con le parole. Dal monte Trebevic non cadono più granate, ma ci sono tanti modi per ferire la popolazione di una città che ha sofferto tanto...
(nella foto, il monte Trebevic, visto da Sarajevo)

3 commenti:

cicciosax ha detto...

Mi pare di capire che sei ancora a Sarajevo! Domani partiamo tutti per Torino, convegno sulla semiotica della città! Peccato che tu non ci possa essere a rendicontare del tuo lavoro!

Anonimo ha detto...

mi sa che la popolazione che ha sofferto tanto non è di una sola etnia (che brutta parola)..
una ragazza serba scappata da sarajevo mi diceva che non si perdeva l'occasione di issare la mezzaluna ognidove...
in italia è uscito il film "the hunting party" girato proprio a sarajevo..
sarei curiosa di sapere se l'holiday inn di sarejavo è proprio tutto bucato dalle granate come nel film
lina

Francesco Mazzucchelli ha detto...

x ciccio: so del convegno di torino, mi dispiace tanto non esserci, mi dirai com'e' andato...

x lina: certo che non e' solo una l'etnia che ha sofferto, sappiamo bene quanto siano mistificatori e quanti danni abbiano fatto tutti i ragionamenti "per etnia". sta di fatto che costruire un cosi' imponente simbolo "etnico" proprio sul monte da cui pioveva morte sugli abitanti di sarajevo (compresi i tanti serbi che erano rimasti in citta' per difenderla e che non avevano aderito al fanatismo di karadzic) non mi sembra una scelta pacificatrice.
per quanto riguarda i buchi delle granate, a distanza di 15 anni e dopo le tante ricostruzioni, quelli stanno davvero ovunque a Sarajevo. un po' meno nell'holiday inn, che ora e' stato ristrutturato e che presenta qualche traccia di spari solo nella parte superiore, ma diciamo pure che l'hotel veniva solitamente risparmiato dall'artiglieria, perche' era di proprieta' di un amico di karadzic e nei primi tempi era stato l'hq del vrs, e succesivamente ha ospitato, nel corso dell'assedio, tutti i giornalisti straieri e funzionari vari, oltre ad esser stato sede provvisoria dell'amb americana che ne aveva occupato un'intera suite.